U-429: Senza via di fuga

U-429: Senza via di fuga

Seconda Guerra Mondiale. Il dominio tedesco sotto i mari è indiscutibile ma la Marina americana non vuole arrendersi. Al comando del sommergibile Swordfish viene assegnato il giovane comandante Sullivan, capace ma arrogante. Il suo aiuto Nathan Travers è, al contrario, molto più anziano e dotato di esperienza nei rapporti con l’equipaggio. Nelle loro stesse acque incrocia U-Boot 429 capitanato dal Comandante Werdt che ha come secondo il vice Cremer. I due sono consapevoli che la guerra sta volgendo al peggio per la Germania. Attaccano e colpiscono lo Swordfish catturando i sopravvissuti dell’equipaggio. Non sanno però che, per un atto di autoritarismo privo di umanità, Sullivan ha consentito che la meningite che aveva colpito uno dei suoi uomini si diffondesse sul sommergibile. Ora il contagio passa anche ai tedeschi. I film sui sommergibili sembrano da tempo seguire uno schema immutabile. C’è un comandante, possibilmente giovane e pieno di sé, che viene in parte contrastato da un secondo decisamente più ragionevole. All’inizio anche in U-429 la regola sembra rispettata grazie alla supponente autosufficienza di Sullivan.. Ma poco dopo il fronte si sposta e passiamo sul versante germanico dove le figure dei due comandanti, giocatori di scacchi, risultano molto più problematizzate. Dal momento della cattura degli americani in poi la situazione si fa complessa e interessante e il ruolo di quel grande caratterista che è William H. Macy risalta grazie anche al confronto con le figure dei due comandanti tedeschi. fonte trama

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U-429: Senza via di fuga
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